Alcune imprese associate segnalano difficoltà nell’ottenere l’autorizzazione alla demolizione del proprio motopesca a causa di un problema legato alla certificazione dei carichi pendenti rilasciata dall’Agenzia delle Entrate.
L’Autorità marittima, nell’ambito del procedimento di autorizzazione alla demolizione, richiede all’Agenzia delle Entrate il certificato dei carichi pendenti. Il documento rilasciato dal sistema informativo dell’Anagrafe Tributaria classifica come “carichi pendenti” anche le posizioni soggette a rateizzazione o rottamazione ter/quater, anche quando l’impresa è perfettamente regolare nei pagamenti. Di conseguenza, alcune Autorità marittime hanno sospeso il procedimento amministrativo, ritenendo ostativa tale dicitura.
La circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 33 del 22 luglio 2016, al punto 2.3, chiarisce esplicitamente che il residuo delle rate non ancora versate non può essere considerato un carico pendente, né tantomeno i debiti oggetto di rottamazione.
È bene ricordare che la presentazione di un’istanza di rottamazione produce effetti immediati:
• blocca le azioni esecutive, i fermi amministrativi e le ipoteche;
• il contribuente è considerato in regola sotto il profilo fiscale;
• viene ripristinata la regolarità contributiva, con conseguente sblocco del DURC e della compensazione dei crediti con la Pubblica Amministrazione.
Si suggerisce alle imprese che si trovano in questa situazione di contattare con urgenza l’Ufficio provinciale dell’Agenzia delle Entrate e richiedere l’apposizione di una postilla sulla certificazione, con la quale si precisi che i carichi in questione (rateizzati e/o rottamati) sono da considerarsi regolari rispetto al piano di rateizzazione o di definizione agevolata in corso.
Con questa annotazione, l’Autorità marittima sarà tenuta a rilasciare l’autorizzazione alla demolizione.
Si specifica che la procedura ha già trovato applicazione positiva in casi analoghi.
