Esprimiamo forte preoccupazione per gli attacchi e le crescenti tensioni internazionali registrate negli ultimi giorni, che stanno determinando nuove e significative ripercussioni sui mercati energetici. L’immediato incremento del prezzo del gasolio sta già producendo effetti concreti sulle imprese di pesca, aggravando una situazione economica che permane fragile. Il carburante rappresenta infatti oltre il 60% dei costi di produzione di un peschereccio, configurandosi come la principale voce di spesa per le marinerie italiane.
“Un ulteriore aumento dei prezzi rischia di compromettere la sostenibilità economica delle imprese, riducendo drasticamente i margini operativi e mettendo a rischio la continuità dell’attività di pesca, l’occupazione e la stabilità dell’intera filiera ittica nazionale – dichiara Francesca Biondo, Direttrice Generale di Federpesca. – Il comparto si trova già da anni ad affrontare una combinazione di fattori critici: riduzione delle giornate di pesca, aumento generalizzato dei costi, instabilità dei mercati e concorrenza internazionale. In questo contesto, l’ennesimo shock energetico rischia di rappresentare un punto di non ritorno per molte imprese.”
Chiediamo pertanto al Governo e alle istituzioni competenti di monitorare con la massima attenzione l’evoluzione dei prezzi energetici e di attivare con urgenza misure di sostegno adeguate, volte a contenere l’impatto dell’aumento del carburante e a garantire la sopravvivenza economica delle imprese di pesca.
“La tutela della pesca nazionale non riguarda soltanto le imprese e i lavoratori del mare, ma investe la sicurezza alimentare, la tenuta economica delle comunità costiere e la salvaguardia di un presidio strategico del territorio”, prosegue Biondo.
Il settore resta disponibile a un confronto immediato con le istituzioni per individuare soluzioni rapide ed efficaci a tutela della pesca nazionale.
