Proponiamo la lettura dell’intervista rilasciata qualche giorno fa dalla Direttrice di Federpesca Francesca Biondo al Messaggero Marittimo.
“Con il caro gasolio uscire in mare significa andare in perdita”. È l’allarme lanciato dalla nostra direttrice generale Francesca Biondo in un’intervista al Messaggero Marittimo, dedicata alle difficoltà che stanno colpendo il settore e l’intera filiera ittica.
Nelle ultime settimane il gasolio per uso pesca ha raggiunto punte di 1,60 euro al litro in diverse marinerie, dopo un aumento già superiore al 60% tra marzo e aprile. Un peso insostenibile per imprese in cui il carburante arriva a rappresentare fino al 50-60% dei costi di esercizio.
Bene le misure messe in campo dal Governo dopo l’appello di Federpesca al Ministro Lollobrigida, dal credito d’imposta allo sconto del 20% alla pompa fino alla cambiale pesca a tasso zero tramite Ismea. Ma, come ha sottolineato la direttrice, “la situazione nelle marinerie è ancora di grande incertezza e agitazione.”
L’auspicio è che già nei prossimi giorni la situazione possa migliorare, grazie agli effetti reali della riduzione del 20% alla pompa e alla possibilità di compensare il 20% di credito d’imposta tramite l’F24 del 16 ottobre.
“Per il 2027 chiediamo all’Europa una tregua: basta a tagli lineari sulle giornate di pesca e sì a piani di gestione locali che valorizzino le specificità dei nostri mari”. Tra le richieste, più risorse dedicate alla pesca nel bilancio 2028-2034 e un Feampa riformato capace di finanziare davvero il rinnovo della flotta, con lo sganciamento dei limiti di stazza dagli investimenti in sicurezza e vivibilità a bordo.
Tra gli altri temi affrontati, il ricambio generazionale, la dipendenza dalle importazioni, l’impatto dei cambiamenti climatici sui nostri mari e il ruolo delle donne nella filiera.
Per leggere l’intervista completa: https://www.messaggeromarittimo.it/federpesca-con-il-caro-gasolio-uscire-in-mare-significa-andare-in-perdita/
