“Il settore ittico ha bisogno di politiche strutturali e di un piano strategico che ci consenta di guardare al futuro”. È il messaggio che Francesca Biondo, direttrice di Federpesca, ha portato ieri alla Commissione Agricoltura della Camera. L’audizione si è svolta nell’ambito della discussione congiunta delle risoluzioni 7-00408 (prima firma On. Gatta) e 7-00415 (prima firma On. Vaccari) sulle iniziative a sostegno del settore ittico nazionale.
La direttrice ha condiviso la richiesta delle risoluzioni di riformare la Politica comune della pesca. “Finora la PCP ha guardato in modo sbilanciato agli aspetti ambientali, trascurando quelli sociali ed economici. Questo ha portato a una desertificazione delle flotte italiane, a vantaggio di quelle nordafricane”, ha affermato. “Le politiche europee hanno trattato competitività e sostenibilità come se fossero in contrapposizione, mentre possono e devono coesistere”.
“Sostenibilità non può significare smettere di pescare”, ha proseguito la direttrice. “Significa pescare tutelando le risorse, perché anche le prossime generazioni possano vivere di questo lavoro. Su questi obiettivi i pescatori sono i primi alleati”.
È stato poi affrontato anche il tema della pesca a strascico. “Oggi in Italia lo strascico può usare solo determinati attrezzi e operare solo in determinate aree. Non può lavorare in oltre il 60% del Mediterraneo, si ferma durante il fermo biologico e usa maglie regolamentate: si svolge nella piena regolarità”, ha spiegato la direttrice. “Se eliminiamo le barche a strascico, dove andiamo a prendere quel prodotto? Il rischio è aumentare la dipendenza dalle importazioni da Paesi che non garantiscono la stessa sostenibilità, che non rispettano i fermi e non applicano i contratti collettivi nazionali di lavoro”.
La direttrice ha poi ricordato che la pesca è l’unico settore privo di un ammortizzatore sociale strutturato e ha posto l’accento sul tema della carenza di personale: “Senza equipaggi le barche non escono in mare. La nostra normativa è molto restrittiva e crediamo sia importante incentivare il lavoro a bordo dei marittimi stranieri con regolare permesso di soggiorno”.
