Il settore ittico si conferma protagonista nella rimozione dei rifiuti marini e nella sperimentazione di modelli di economia circolare. È il messaggio emerso dalla conferenza conclusiva del progetto europeo LIFE DREAM (Deep Reef Restoration and Litter Removal in the Mediterranean Sea), tenutasi il 5 giugno al Porto di Forio, nell’Area Marina Protetta Regno di Nettuno. L’evento, promosso dal CNR-ISMAR con il supporto di Federpesca, dell’AMP Regno di Nettuno e di altri partner, ha tracciato un bilancio dei risultati raggiunti in cinque anni di attività nelle acque del Mediterraneo, valorizzando il contributo determinante delle comunità di pescatori nell’Adriatico meridionale e nel Golfo di Napoli.

Il progetto LIFE DREAM, finanziato dal programma LIFE Nature & Biodiversity dell’Unione Europea e attivo dal 2021 al 2026, ha coinvolto Italia, Spagna e Grecia con l’obiettivo di proteggere e ripristinare le barriere coralline profonde (Deep Reefs) del Mediterraneo, rimuovere la marine litter dai fondali e sviluppare modelli innovativi di economia circolare. In Italia, le aree pilota hanno riguardato il Golfo di Napoli (Ischia) e il Sud Adriatico (Monopoli). I 44 pescherecci a strascico coinvolti hanno raccolto oltre 1500 kg di rifiuti marini di cui la metà è plastica. A Ischia è stata infine trasformata tramite pirolisi a freddo in carburante di seconda generazione restituito ai pescatori stessi.

Nel suo intervento, la direttrice generale di Federpesca Francesca Biondo ha ribaltato il frame narrativo dominante sul rapporto tra pesca e ambiente: “quando si parla di marine litter, i pescatori vengono spesso evocati come parte del problema. LIFE DREAM ci ha fornito i dati per raccontare una storia diversa.” 

La direttrice ha sottolineato come le undicimila imprese di pesca professionali italiane operino su fondali che nessun satellite vede e in aree irraggiungibili per qualsiasi campagna di volontariato, e che il progetto ha dimostrato la loro capacità e volontà di essere attori centrali della tutela marina.

“I pescatori non sono il problema, sono parte della soluzione – ha spiegato ancora Francesca Biondo – Con il progetto LIFE DREAM abbiamo dimostrato concretamente che il settore della pesca professionale, e in particolare i tanto vituperati pescherecci a strascico, sono in grado di svolgere un ruolo di pubblico interesse per la tutela del mare, andando ben oltre la propria attività produttiva. I nostri pescatori escono in mare ogni giorno e hanno a cuore la salute di quei fondali: raccogliere i rifiuti accidentalmente pescati è una scelta di responsabilità che siamo pronti a sostenere e strutturare.”

La conferenza ha rappresentato un’importante sede istituzionale per affrontare il nodo della piena attuazione della Legge Salvamare (L. 60/2022).  Federpesca ha sollecitato l’adozione dei decreti attuativi ancora mancanti, ricevendo l’impegno da parte del Mase che saranno emanati entro l’autunno 2026. “L’adozione dei decreti attuativi potrà dare finalmente agli enti locali gli strumenti per gestire i rifiuti accidentalmente pescati e riconoscere ai pescatori il valore del servizio che rendono alla collettività. In quest’ottica anche l’impegno assunto dal sottosegretario la Pietra di riconoscere strumenti specifici per i pescatori delle isole minori rappresenta un ulteriore passo nella direzione del riconoscimento del ruolo fondamentale che i pescatori hanno per le comunità costiere in cui operano” ha dichiarato la direttrice.

La conferenza ha riunito istituzioni, ricercatori e rappresentanti del settore ittico. Tra i presenti: il Sottosegretario Masaf Patrizio Giacomo La Pietra, il Capo di Gabinetto del Sottosegretario Mase Ettore de Conciliis, la Direttrice Generale della pesca del Masaf dr.ssa Graziella Romito, il comune di Forio, la Capitaneria di Porto, la cooperativa pescatori di Ischia e di Monopoli. La giornata si è conclusa con una visita al prototipo di pirolisi a freddo allestito nel porto di Forio.

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