Alla luce del conflitto internazionale in corso che sta portando un aumento vertiginoso dei prezzi del gasolio e della situazione di forte incertezza che sta interessando il comparto della pesca, Federpesca ha promosso una richiesta formale di convocazione di un tavolo di crisi del settore, rivolta al Ministro Lollobrigida.

L’iniziativa, condivisa e sottoscritta anche da Coldiretti e Alleanza delle Cooperative Italiane, nasce dalla crescente preoccupazione per il nuovo aumento del prezzo del gasolio per uso pesca, principale voce di costo per le imprese del comparto, che sta generando forti tensioni economiche e finanziarie nelle marinerie italiane.

In un contesto caratterizzato da margini sempre più ridotti e da una crescente pressione sui costi operativi, riteniamo necessario avviare con urgenza un confronto con il Ministero e le istituzioni competenti per individuare misure immediate a sostegno delle imprese e garantire la continuità produttiva della filiera ittica nazionale.

Nella richiesta di convocazione del tavolo di crisi sono state avanzate alcune priorità operative, tra cui:

  • velocizzare l’erogazione dei pagamenti relativi al fermo pesca temporaneo delle annualità precedenti, che rappresenta allo stato attuale lo strumento più rapido per immettere liquidità nelle imprese del settore;
  • attivare lo strumento del credito d’imposta per compensare l’aumento dei costi del carburante;
  • creare le condizioni per interventi di sostegno diretto al settore sul modello della misura 5.68;
  • sensibilizzare le Regioni all’attivazione di misure straordinarie di sostegno al comparto, sul modello di quanto recentemente avviato dalla Regione Lazio;
  • procedere alla piena attivazione degli strumenti di sostegno al reddito per il comparto, in particolare della CISOA pesca, includendo tra le causali anche i periodi di arresto temporaneo dell’attività.

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